sabato, 15 marzo 2008
Cosa sono 1000 avvocati legati in fondo al mare? Un buon inizio.

Part 3. Good news for people, ecc.

Settembre. Aria ancora calda e dolce, giorni illuminati da un sole che sembra convinto di poter portare avanti l'estate ancora per molto tempo. La porta a vetri alle spalle della mia scrivania è aperta, e l'idea di sgattaiolare via mi tenta parecchio (se non fosse per la grata calata tra la porta stessa e la libertà...).
Meriggiare placido.
 Il  trillo del cellulare interrompe d'improvviso il mio lavoro, anche se si camuffa bene con i rumori propri del trantran dell'ufficio, per cui nessuno fa caso a me.
E' C, avvocato nello studio in cui ho passato quasi due anni . Parlavamo spesso di cinema, e di posti dove si può ascoltare buona musica e mangiare bene. Ma i nostri rapporti non sono mai andati al di là di queste chiacchierate.  Che strano che mi chiami. Avrà bisogno di un favore?
-Pronto?
-M....ciao sono C...... ti porto buone notizie! Hai passato l'esame!
Silenzio.
-....Stai scherzando vero?
-No, per niente! ero qui in tribunale per un'udienza e all'improvviso ho visto della gente che correva all'impazzata su per le scale della corte d'appello. sono andato a dare un'cchiata e...beh, insomma, complimenti!  ce l'hai fatta!
Ecco, da quel momento non ricordo più nulla di quella telefonata.
Ricordo però la bottiglia di vernaccia di san gimignano comprata per festeggiare, e lo striscione colorato che è ancora attaccato alla parete piastrellata della cucina.
Sono talmente lungi dal credere che ho passato l'esame, che potrei avvalorare senza problemi l'esistenza  di una mia sosia-alter ego, e che l'altra me è stata promossa, ma non io, io no.


BubeeSan batte cassa alle ore 23:30 | link | subtotale commenti
in
martedì, 25 settembre 2007
oh, anche tu qui? ma che coincidenza. anche io passavo per caso. beh, già che ci siamo, allora, posso dirti che dall'ultimo post ad oggi ho, nell'ordine:
- trovato un fidanzatino
-
cominciato un nuovo lavoro
- superato l'esame di cui ho ampiamente parlato quache post più sotto
- insomma,sconvolto la mia vita, e non solo la mia.
non vedo ancora bene che direzione ho preso. qualcuno mi fa notare che ho imboccato la strada di quell'imborghesimento che ho sempre mostrato di disprezzare.
io, in questo momento, sono abbastanza avvinazzata, e mi sento autorizzata ad appellarmi  a quel 6% della popolazione che nei sondaggi dice: non sa/non risponde.
non so per quanto tempo questo post sopravvivrà.
BubeeSan batte cassa alle ore 23:26 | link | subtotale commenti (1)
in mondo bubee
mercoledì, 02 maggio 2007
non abbiamo più nulla da dirci.

 passo e chiudo.
BubeeSan batte cassa alle ore 20:21 | link | subtotale commenti (2)
in
venerdì, 23 marzo 2007
Ho provato cosa vuol dire avere in bocca un altro sapore.
Ho cenato con il fumo grigio di una sigaretta.
Ho ferito, e sono stata ferita.
Ho detto parole inutili.
Ho aperto gli occhi, nel cuore della notte, svegliata dal mio respiro che si spezzava, e in quello stesso cuore oscuro ho sentito un altro respiro, rotto anche lui in mille pezzi.
Ho preso il vento in faccia, sotto la luna rosso scuro, sperando inutilmente di rimanere in equilibrio su di un filo sottile e fragile come la tela di un ragno.
Ho singhiozzato, con la tua musica nelle orecchie. E l'ho ascoltata e riascoltata.
Ora sono nella terra di nessuno, cammino fra due binari che non si incontreranno mai, e spero che arrivi il treno e si porti via tutto.
BubeeSan batte cassa alle ore 20:45 | link | subtotale commenti
in i got the blues
mercoledì, 21 febbraio 2007
post mortem
qui c'era un post, tantotanto tempo fa.
scritto a fatica.
poi qualcuno ha pensato bene di staccare inavvertitamente la spina del computer.
BubeeSan batte cassa alle ore 23:30 | link | subtotale commenti (1)
in mondo bubee
mercoledì, 31 gennaio 2007

Il mio contratto dice che sono un "4° livello commerciale". Cioè che guadagno 1000 evri al mese, e che sto sempre al telefono a caccia di clienti, o a rispondere alle loro domande e a risolvere i loro problemi. Il mio strumento principale è l'offerta. Non è molto diverso dal vendere surgelati al telefono (e lo dico perché ho conoscenza diretta del campo) solo che qui il prodotto è di livello un po' più alto, e ai potenziali clienti interessa molto perché gli spianiamo la strada verso il denaro. Pandorone, quando non gioca a golf, si fa vedere per sollecitare i nuovi assunti a fare più offerte.
Oggi c'era la fiera in Piazza, un caos di bancarelle che oscurava il cielo. Ad ogni angolo, porchettari e gastronomie siciliane spandevano nell'aria profumo di peperoni alla piastra e arancini. Io il mio l'ho comprato da "Il Padrino", che ho scoperto essere una specie di rete franchising di bancarelle da fiera (dato che l'ho visto anche a Milano), e che ti mette in mano la sua prelibatezza  in un sacchetto col logo del film, la mano che regge i fili del pupo.
Mentre mi riavviavo al lavoro fagocitando gli utlimi bocconi del mio arancino al ragù pensavo al discorsetto da fare coi clienti, che affino ogni giorno per renderlo più professionale, o almeno più credibile.
Alla fine penso di aver trovato la formula giusta: " Caro sig. X, le farò un'offerta che non potrà rifiutare".
BubeeSan batte cassa alle ore 23:18 | link | subtotale commenti (3)
in mondo bubee
martedì, 30 gennaio 2007
Ecco, il motivo per cui non volevo aprire un blog era il timore che succedesse esattamente questo: che non avessi il tempo e la voglia di aggiornarlo. Perchè avrebbe significato una sconfitta di fronte all'ordinarietà della vita, che assume la veste di un lavoro, una routine, lo stress, le solite cose che si dicono in queste occasioni.
Ecco, per di più il lavoro che mi ruba tre quarti della giornata, e che mi ha fatto tornare indietro ai tempi del liceo, quando uscivo di casa che era ancora buio per raggiungere la mia scuola, a 30 km dal mio sperduto paesino, mi fa quasi cagare.  Il  capo, Pandorone, è un emerito coglione. Si aggira per gli uffici chiedendo a tutti come va? col tono del padrone, ma la sua espressione è intelligente quanto quella di una caldaia spenta. Sua madre, il vero capo, LaVecchia, è una settantenne dispotica e maleducata, anche se fino ad ora non ho avuto modo di  assaggiare di persona i suoi dolci modi.
Insomma, chi l'avrebbe mai detto che avrei lavorato per Bruto e la Strega Bacheca?

BubeeSan batte cassa alle ore 00:46 | link | subtotale commenti
in mondo bubee
lunedì, 08 gennaio 2007
Ding-Dong! Avviso alla clientela: riapre il market dell'idiozia. Sì, lo sappiamo ce la siamo presa comoda.

BubeeSan batte cassa alle ore 20:10 | link | subtotale commenti (4)
in
venerdì, 15 dicembre 2006
Cosa sono 1000 avvocati legati in fondo al mare? Un buon inizio.

Part 1- Martedì 12 dicembre

Sveglia alle 6e15.  Io e A. siamo le prime a scendere in sala per fare colazione: il buffet  non è ancora pronto, ma, impietositi, i camerieri ci portano qualcosa. La letterina diceva che dobbiamo presentarci alle 8 al palazzo dei congressi (e anche che "i candidati che saranno trovati in possesso di libri, opuscoli, scritti o appunti di qualsiasi specie, diversi dai testi dei codici e delle leggi ammessi, nonchè di telefoni cellulari, saranno esclusi dall'esame").
L'albergo è pieno di aspiranti avvocati come noi, e basta poco per riconoscersi: in genere, il segno distintivo è il trolley stipato di libri.
Rimediamo un passaggio in auto, ma le ragazze che ce l'hanno offerto alle 8 e 20 stanno ancora prendendo il caffé. Io e A. ci guardiamo vagamente preoccupate.
Ah, dolce cara ingenuità.
Arriviamo alle 9, e di fronte a noi si apre uno scenario tragicomico; la hall del palacongressi scoppia di persone: sono sedute sui trolley, a terra, sui gradini che portano al piano di sopra, sono in piedi, sono al bar, sono fuori a fumare. Insomma, sono dappertutto. Un breve giro di ricognizione dei 5 o 6 ingressi alla sala dove si terrà l'esame, con i cartelli che disciplinano l'entrata per numero e nome in ordine alfabetico, mi consente di constatare che gli aspiranti avvocati di tutta l'Emilia Romagna sono circa 3000.
Qualcuno controlla i  foglietti posizionati nei calzini, nelle mutande, nel reggiseno. Qualcun altro strappa le pagine di libri di pareri già svolti e si li infila dove può.
Alle 10 cominciamo ad entrare, o meglio, ci mettiamo in fila per.
Alle11 passate arrivo all'ingresso, dove mi perquisiscono la borsa, il sacchetto per il pranzo, tutti i testi che ho portato con me e dove mi chiedono: "Ha un cellulare con sé?" "CERTO CHE NO" rispondo indignata, tastando la tasca dove ho il Samsung. Mi hanno guardato dappertutto, ma le mani addosso non possono mettermele.
Mi danno due buste e 5 fogli protocollo firmati e timbrati, e mi avvio verso la foresta di banchi perfettamente allineati alla ricerca del mio numerino. Mi fermo un attimo ad osservare lo spettacolo che mi si apre davanti agli occhi: un brulicare fitto, un fiume di gente, e di sottofondo un brusio potente e continuo. Ecco, questo è il momento ideale per far sentire chiunque un insignificante insettino pronto per essere schiacciato. Trovo il mio banchetto.
La commissione esaminatrice è collocata su di un palco a circa 30 metri da me, dalla mia postazione li vedo piccini piccini. Mi sembra di essere ad un concerto.  Solo che invece di cantare dicono cose come:"Chi deve andare in bagno per consultare i libri che ha nascosto lì può risparmiarsi la fatica, li abbiamo sequestrati tutti."
Finalmente, alle 12:30 cominciano a dettare le tracce. Oggi tratteranno casi di diritto civile. Ovvero una materia di cui non mi occupo più da circa un anno e mezzo. Cominciamo bene.
Il primo caso parla sostanzialmente di questo: Tizio compra da Caio delle scatole di cartone. Ma queste sono fuffe, cioè scusate sono "inidonee all'uso cui sono destinate". Poi succedono altre cose, ma in pratica tutto si riduce a questo. Scatole di cartone.
Il secondo caso è una tragedia familiare: Tizio e Caia sono sposati e hanno 2 figli che si chiamano, ma pensa te, Primo e Secondo, e hanno 16 e 17 anni. La famigliola parte per le "sospirate vacanze", in auto. Lungo il tragitto, l'auto becca una grossa buca, anzi una "voragine" sulla strada, e Tizio e Caia muoiono.
I figli, per di più, restano anche senza soldi, e non possono proseguire gli studi universitari (che facoltà hanno scelto? prova a indovinare...). Ma cos'è, l'esame per diventare piccoli fiammiferai?
Ecco, sono lì che elucubro, e quasi non mi accorgo che ci siamo. Il presidente della commissione si alza e dice:"Da questo momento avete 7 ore per redigere il parere. Buon lavoro"



Part 2- Mercoledì 13 dicembre

Oggi va meglio, cominciamo alle 11. E mi sveglio alle 7:30. Trangugio il pessimo caffè dell'albergo, rubo dal buffet due o tre panini farciti di polifosfati al sapore di prosciuttocotto e via, pronti per il round 2. Oggi, si parla di penale, il mio campo.  Mi sento più tranquilla, e poi hey, sono uscita indenne dal primo giorno: non mi hanno espulso, non ho scritto cazzate. Ormai sono navigata.
Saluto i mei vicini di banco; dopo la giornata interminabile di ieri, siamo diventati praticamente amici. I casi di oggi: Tizio è un cretino totale, e per divertimento lancia grossi sassi da un cavalcavia. Ovviamente, un automobilista viene colpito, e riporta ferite gravi. Di cosa potrà mai rispondere il buontempone? Secondo caso: Tizio, stavolta, è un impiegato pubblico, e fa cose che nessuno, in Italia, si sognerebbe mai di fare: si assenta dal lavoro per farsi i fatti suoi senza timbrare il cartellino.
Scelgo il caso, e comincio a scrivere tutta gasata, certa della giustezza della mia posizione.
Vi faccio vedere io di cosa sono capace.
Poi vedo un capannello di persone riunite attorno ad un commissario, un avvocato che so per certo essere un penalista. Va beh, andiamo a vedere se dice qualcosa di interessante. Mi bastano 3 secondi per capire che sta dicendo l'esatto contrario di quello che ho sostenuto io finora nel mio parere. Oh oh.
Consegno il compito col fiatone, allo scadere del tempo.



Part 3- Giovedì 14 dicembre

Oggi è il giorno più duro. Niente pareri, ma atti processuali, ovvero una vera e propria simulazione della realtà di lavoro di un avvocato vero. Per precauzione, mi porto tutti e due codici, civile e penale, anche se utilizzare il primo vorrebbe dire per me camminare sul ciglio di un vulcano in piena attività in equilibrio sull'unghia del dito mignolo del piede, con la lava che sobbolle a pochi centimetri da me. Bendata.
Faccio una gita in bagno, districandomi tra esaminandi, vigili del fuoco, agenti della Guardia di Finanza e commissari che ispezionano i cessi. Il bagno è il terreno ideale per sondare le voci di corridoio che girano sulle tracce papabili. La prima che raccolgo mi fa quasi godere: la so! Mi pavoneggio soddisfatta, diffondendo ulteriormente l'indiscrezione con l'entusiasmo di chi ha trovato la mappa del tesoro.
Sto uscendo, quando colgo con l'orecchio una voce che pronuncia tre terribili parole: incidente di esecuzione. Un atto non semplice, che non viene assegnato quasi mai. E' un atto che non ho mai fatto, non saprei nemmeno da che parte cominciare. Impallidisco.
Niente panico, niente panico.
Ci sediamo, tutti e 3000, e comincia la dettatura. Il primo atto, quello di civile, sembra fattibile.
Arriva la traccia di penale.
Niente panico, niente panico.
"Tizia e Caio...ecc.ecc. Il candidato proponga incidente di esecuzione davanti al giudice competente"
Okay, panico.
Per due ore saltano tutte le fragili regole poste fino ad ora dai commissari: i "penalisti" corrono terrorizzati
da una parte all'altra, i commissari consultano febbrilmente i loro codici alla ricerca della soluzione e cercano di rispondere a tutti i ragazzi che si aggrappano al palco chiedendo aiuto come i naufraghi del Titanic. E io? che ruolo mi ha assegnato la sorte?Leo o Kate?
Valuto seriamente l'ipotesi di buttarmi sull'atto di civile, molti penalisti lo hanno già fatto. Ma se decidessi di farlo anche io, vorrebbe dire una sola cosa: copiare di brutto. Tra l'altro, anche i civilisti non stanno messi bene: a quanto pare, si offrono loro due strade diverse, e ovviamente una esclude l'altra: se scegli quella sbagliata potresti essere fottuto.
Quello che succede alla fine si potrebbe chiamare commissario-on-demand: "Mi serve un civilista!" "Guarda ce n'è uno lì!"  "Cerco un penalista, lei è penalista?" "No, però eccone uno là!"
Quanto a me, al diavolo, io faccio quello che so fare.
E la fine arrriva. E' andata.  Metto il mio protocollo nella busta, assieme ad una busta più piccola, ben chiusa, con il mio nome, cognome e la data di nascita, poi  tolgo l'adesivo,chiudo per bene, mi alzo e vado verso il palco, dove porgo la busta ad un commissario, che la sigla.
Raccoglo tutto, codici, penne, brutte copie, cartacce. Prima di uscire, un saluto a Tizio, Caio, Caia, Primo, Secondo, Filano. A mai più rivederci. Spero.

Ah, i risultati? Se tutto va bene, tra sei mesi. Tutto il tempo per dimenticarmene, e per acquistare un biglietto di sola andata per Bogotà.
BubeeSan batte cassa alle ore 15:57 | link | subtotale commenti (1)
in mondo bubee
giovedì, 07 dicembre 2006
Ecco, metto il naso fuori di casa e, come una persecuzione, come una condanna, assisto nell'arco di qualche minuto a scene come queste:

Sala Borsa
:
Tra gli scaffali cerco pigramente l'ennesimo codice commentato per  appesantire ulteriormente il mio trolley. Capito accanto a due ragazze. Le sento dire:"Dai, questo dovrebbe andare bene." Capisco subito. "Ma non è aggiornato". "Sì, ma andrà bene lo stesso, e poi se ci sediamo vicine possiamo usarne uno in due, e poi..."
Fuggo.

Via Montegrappa:
Appoggio la borsa sulla sella del motorino  alla  ricerca delle chiavi.  A  due metri da me una ragazza è seduta sulla sella del suo scooter, e parla al telefono. "Ah, ma mi porterò un sacco di cose". Anche qui capisco subito. Intuito o paranoia? "Eh, mi verrà fame, starò seduta otto ore. Ma mi porterò anche altro, oltre al cibo, eh eh!"

OK,  NON HO AVUTO UN'IDEA PARTICOLARMENTE ORIGINALE.
MA E' IL CASO DI RICORDARMELO  A  INTERVALLI DI DIECI MINUTI?

BubeeSan batte cassa alle ore 00:34 | link | subtotale commenti (2)
in mondo bubee